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LE FOTOGRAFIE COPERTINA CHE HANNO FATTO LA STORIA DI UN DISCO, DI UN CANTANTE, DI UN GRUPPO.

Non mi piace stilare classifiche. Sono troppo di moda. Qui mi obbligo a farlo perché navigare nel mare magnum della comunicazione per immagine legata alle copertine dei dischi (33/45 giri, cd/dvd etc etc) è impossibile senza scegliere. Quindi vi propongo tre dischi che hanno fatto la storia della musica pop/rock. Con jolly, il più bello di tutti, pensato, ideato, suonato, registrato e "scattato" a casa nostra.

AL TERZO POSTO, MEDAGLIA DI BRONZO, C'È NEVERMIND DEI NIRVANA DEL 1991

La copertina fu un’idea del cantante della band, Kurt Cobain che si fece ispirare da un documentario tv che raccontava i parti in acqua. Fu pensata da Roger Fisher e ritrae un bambino che galleggia a pelo d'acqua insegue una banconota legata ad un amo. Inizialmente si pensò di non mostrare i genitali del bambino; idea che fu osteggiata dal cantante stesso che sostenne che solo un pedofilo avrebbe avuto da ridire su una cosa del genere

Nevermind è ritenuto uno degli album fondamentali degli anni novanta e della storia del rock in generale. Venne classificato alla posizione 17 della lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone e alla terza posizione nella classifica dei 100 migliori album di sempre stilata dalla rivista inglese Q. Nel 2005 Nevermind è stato inserito nella National Recording Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.

AL SECONDO POSTO, MEDAGLIA D'ARGENTO, C'È ALADDIN SANE DI DAVID BOWIE

 

È indubbiamente una delle immagini più iconiche per il Duca Bianco. Brian Duffy, il fotografo, seguirà David Bowie dal 1972 al 1980 con cinque sessioni fotografiche che metteranno in risalto le peculiarità camaleontiche del cantante inglese che ha adattato la sua essenza ad un vero e proprio personaggio.

Aladdin Sane è un album dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel 1973 dalla RCA Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1984. Con 4,6 milioni di copie vendute in tutto il mondo rappresenta uno maggiori successi commerciali del cantante, il primo a raggiungere la vetta della classifica nel Regno Unito e ad entrare nella Top 20 negli Stati Uniti.Aladdin Sane si trova al 279º posto nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone, al 230º posto in quella di New Musical Express e al 64º posto nella classifica dei 100 migliori album britannici di tutti i tempi del settimanale The Observer.

SUL PODIO, AL PRIMO, POSTO MEDAGLIA D'ORO C'È LONDON CALLING THE CLASH

La fotografa della band, Pennie Smith, immortalò il bassista del gruppo, Paul Simonon mentre, nel corso di un concerto al Palladium di New York il 21 settembre 1979, si stava accanendo sfasciandolo sul suo Fender. Questa fotografia passò alla storia e fu definita uno dei massimi esempi di ciò che il rock stava diventando.

La copertina più bella da incorniciare è quella di "Nero a Metà"

Pensata, ideata e scattata da un grande poeta della fotografia italiana, Cesare Monti, per un grande poeta della canzone d’autore italiana, Pino Daniele. L’album è “Nero a Metà”. È l'album della definitiva maturazione ed affermazione a livello nazionale del cantautore partenopeo che - coadiuvato da ottimi musicisti della scena napoletana - crea un'opera sempre fresca anche nei brani che vanno al di fuori degli schemi allegramente blueseggianti cui il pubblico di Pino Daniele era ampiamente abituato.

"Nero a Metà" esce nei negozi il 21 marzo 1980 ed è subito esaurito

I suoi brani "Nun me scuccià" e "Sotto 'o sole" recano la firma anche del batterista Mauro Spina. Come si può leggere nelle note di copertina, l'album è dedicato al cantante degli Showmen Mario Musella, scomparso poco prima della pubblicazione del disco, definito da Pino Daniele "Nero a metà" in quanto figlio di madre napoletana e di padre nativo americano, in Italia per via della guerra. L'album vendette oltre 300.000 copie ed è presente nella classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre secondo Rolling Stone Italia alla posizione numero 17. Pino Daniele per la copertina sceglie il suo amico Cesare Monti, fotografo sensibile, poeertico ma soprattutto esperto. Aveva già fotografato Battisti (sua la fotografia del cantautore di Poggio Bustone che schizza coi piedi nel fango), Fabrizio De Andrè, Dik Dik, Edoardo Bennato, Pfm, Equipe 84, Angelo Branduardi, Banco del Mutuo Soccorso. Quando gli è stato chiesto qual era la sua copertina preferita lui citava non un album, ma un 45 giri: "Il mio canto libero, che sul lato B aveva Confusione. È tutta bianca e, decentrato sulla destra, c'è un occhio. E così ho colto la limpidezza e la profondità dell'animo di Lucio. Un giorno i fratelli La Bionda mi dissero che io cercavo l'anima dentro i cantanti. Ed è vero, ho sempre cercato di rappresentare l'aspetto interiore delle persone, non quello esteriore". E con Pino Daniele, dentro e fuori nero a metà, ci è riuscito perfettamente.