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VERA FOTOGRAFIA AI TEMPI DEL COVID19. QUELLA DI SERGIO RAMAZZOTTI

In tempo di Covid19, in cui tanti chiacchierano e pochi fanno informazione, il fotoreporter Sergio Ramazzotti fotografa la terapia intensiva di Bergamo e Milano

La fotografia ai tempi del Corona Virus. Miliardi di foto inutili postate ogni giorno sui social. Tra queste spiccano le uniche che abbiamo un senso non solo fotogiornalistico, ma soprattutto estetico. Sono quelle di Sergio Ramazzotti dell'agenzia Parallelozero, agli ospedali di Milano e Bergamo 

Dopo aver raccontato l'ebola Congo e in Libera, il fotoreporter Sergio Ramazzotti oggi è stato l'unico fotografo ad aver avuto accesso alla terapia intensiva degli ospedali di Bergamo e Milano. Così ha raccontato in esclusiva la vita dei malati e degli operatori sanitari in tempo di Covid19

la concentrazione degli operatori sanitari della terapia intensiva

in totale silenzio e concentrazione gli operatori sanitari della terapia intensiva si muovono velocemente tra letti, macchinari, respiratori, corsie e repoarti. Un lavoro faticoso, in genere, ma molto di più oggi che si è costretti ad operare alzando il livello della precauzioni.

E mentre loro lavorano per strappare alla morte da covid19 giovani e anziani, fuori dagli ospedali la fila di bare di parenti che dietro le mascherine piangono e si disperano, si fa sempre più lunga. Ramazzotti con pietà e sentimento racconta tutto questo sul numero de L'Espresso del 29 marzo 2020

"Nessuno poteva immaginare tutto questo" dice il primario Marco Rizzi

"Abbiamo ampliato i reparti di terapia intensiva, riorganizzando il lavoro dell'intero ospedale Papa Giovanni XXIII. Oggi questa è la terapia intensiva più grande di Europa" Ma tutto questo non sembra bastare perché, nonostante gli immani sforzi, basta poco per morire per una crisi respiratoria

Tutto ciò è documentato dalle drammatiche fotografie di Ramazzotti. I colori dominanti sono quelli della pietà, il bianco candido delle lenzuola, delle mascherine protettive e dei macchinari, il celeste dei camici. Sguardi attenti degli operatori sui monitor e mani protette da guanti che lavorano

L'esercito porta via le bare, dietro il pianto dei partenti e amici

I soldati dell'esercito, in silenzio, portano via le bare dei deceduti per Corona Virus. Quando un'impresa funebre interviene su un defunto per Covid19 deve avvolgerlo con i suoi vestiti in lenzuolo intriso di soluzione disinfettante e riporlo nella bara trasferendolo al cimitero o crematorio.

Per i defunti in ospedale spesso i parenti non possono nemmeno più vederli. L’ultimo saluto può di norma avvenire solo in presenza della bara sigillata dopo che un sacerdote, se richiesto, ha dato l'estrema unzione. Tutto ciò risulta disumano più della strage silenziosa che ogni giorno miete vittimeSono decine i sacerdoti morti in provincia di Bergamo

Si sono ammalati perché andavano a casa dei parenti dove c'erano malati, e si sono infettati. Questo è successo anche dopo la morte di un malato, perché i sacerdoti si sono recati a casa per confortare i parenti del defunto. dei veri eroi, insieme a tutti gli operatori sanitari morti per Covid19 

Le fotografie di Sergio Ramazzotti parlano più di mille parole 

Questo sevizio uscito sul numero de L'Espresso del 29 marzo è da leggere attentamente e conservare. Per non dimenticare, quando tutto ciò sarà finito, cosa abbiamo passato. e ricordarci che al di là dell'emotività, ci sono state migliaia di persone coinvolte: medici, infermieri, militari, preti

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