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NAPOLI. SCAMPIA. DEMOLITA LA VELA VERDE SIMBOLO DEL DEGRADO

La Casa della Fotografia di Roma è andata a Scampia per documentare l’abbattimento della Vela Verde.

Trascorrere la propria esistenza cercando di barcamenarsi ogni giorno tra bene e male, tra ricerca della serenità nel quotidiano, che spesso cozza con la violenza di un’emergenza continua,  e il sogno di un futuro migliore. «Quando la felicità non la vedi, cercala dentro». Questo si legge su uno striscione sistemato alla meno peggio all’ingresso del parco comunale ritagliato tra le Vele. Un invito chiaro, inequivocabile, che i cittadini che dagli inizi degli anni ‘70 sempre vivono in questa parte della città, quella sbagliata, fanno a se stessi per darsi la forza di non mollare. Perché, anche se è difficile ammetterlo e convincersene, la lotta contro degrado, abbandono e illegalità inizia proprio dentro di noi.  

Giovedì lo Stato con le sue ruspe ha abbattuto la Vela Verde,Il simbolo dell’abisso per eccellenza. Già tre delle sette Vele sono state abbattute tra il 1993 e il 2005. Il Comune tenta così di riprendere il controllo del territorio. Ma da tempo la parte buona, quella migliore dei suoi abitanti lavora quotidianamente nel silenzio, a testa bassa, su base volontaria, per rendere vivibile il quotidiano degli abitanti vecchi e nuovi, regolari e “occupanti”. Chi Sono? Ciro Corona, fondatore e presidente dell’Associazione Resistenza Anticamorra che, insieme alla cooperativa (R)esistenza, gestisce il Fondo Rustico “Amato Lamberti”, il primo bene agricolo confiscato di Napoli. (R)esistenza anticamorra è un’associazione mossa dal sentimento di rivalsa, dalla volontà di scardinare la cappa di omertà, per ridare alle nuove generazioni la fiducia nel credere che un mondo diverso sia possibile, oltre a quello dell’illegalità e del crimine. Lo storico centro sociale Gridas, di Felice Pignataro, Mirella La Magna e Franco Vicario, che dal lontano 1981 si batte con le armi della cultura e della solidarietà. Le scuole "Virgilio 4" e "Ilaria Alpi", dove presidi e insegnanti coraggiosi portano avanti il valore della cultura, cercando di strappare gli adolescenti del quartiere alla manovalanza nel crimine organizzato. La palestra di judo Gianni Maddaloni, da cui è uscito suo figlio Pino, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sidney, e nella quale si allenano tanti ragazzi che intendono mettere la loro forza al servizio dello sport e non della camorra. C’è il centro di formazione culturale e professionale Alberto Hurtado fondato dal padre gesuita Fabrizio Valletti, e portato avanti dai suoi confratelli. C’è la falegnameria di Vincenzo Vanacore. L’Associazione Chi Rom e chi no e la Cooperativa Chikù, spazio di sperimentazione pedagogica e gastronomica multiculturale ma soprattutto primo ristorante italo-romanì che tutti i giorni a pranzo e cena prepara un interessante menu multiculturale sopra l’Auditorium di Scampia. Loro mettono insieme chi sopravvive in emergenza tra legalità e illegalità e le famiglie perbene che lavorano onestamente, che mandano i figli a scuola e anche all’università. Cercando di fare del bene tutti i giorni. Come? Attutendo le differenze che spesso sono causa di violenza tra uguali e creando lavoro. Uniche armi sane contro il potere della Camorra. E soprattutto uniche armi contro la vera Camorra, che non è quella finta e patinata di “Gomorra”. Ricordando le parole che San Giovanni Paolo II pronunciò qui, nel 1990: “Non bisogna arrendersi al male! Mai! Il bene, se voluto con forza, forse fa meno rumore, ma è più efficace e può compiere prodigi

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI GILBERTO MALTINTI, ERMANNO CAMPITA, SILVIA GALLI, LORENZO DINA, ANDREA D’ARDIA.

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