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IN CERCA DI UN'IDENTITÀ - SILVIA GALLI

IN CERCA DI UN'IDENTITÀ - SILVIA GALLI

Arghillà è un quartiere della periferia nord di Reggio Calabria. Circondato da vigneti antichissimi, situato su un altopiano a 160 metri sul livello del mare, il mare da Arghillà si vede benissimo. Si vede il mare e le correnti dello stretto, il contorno affatato della Sicilia, i traghetti che vanno avanti e indietro dai porti di Messina e Villa san Giovanni, l'Etna che incombe a sud con le sue corone di fumo, e il profilo delle isole Eolie a nord, nelle giornate terse, in fondo all'orizzonte. Il quartiere di Arghillà nasce negli anni 80. E' un quartiere di edilizia popolare. Negli anni 90 viene costruita la zona nord. Negli ultimi 30 anni il quartiere si popola: ad Arghillà nord vivono 5000 abitanti di tutte le etnie. L'occupazione abusiva riguarda il 40% degli alloggi. Arghillà è un quartiere difficile, abbandonato a se stesso, in cui negli anni il degrado è diventato una norma, e i diritti una conquista. Ad Arghillà sono carenti i servizi essenziali: l'acqua (nel 2017 interi comparti sono rimasti senza erogazione idrica per 60 giorni consecutivi, e ancora oggi i piani alti degli edifici hanno acqua solo poche ore al giorno), l'elettricità (preda di allacci abusivi), la raccolta dei rifiuti. Ad Arghillà fino a pochi anni fa le vie non avevano nome, né numeri civici. Nel 2009 nasce il Coordinamento di Quartiere, associazione di cittadini impegnati nella difesa dei beni comuni, con l'obiettivo del ripristino della legalità e l'ottenimento dei diritti abitativi fondamentali. Ad oggi sono state depositate oltre 220 domande di regolarizzazione degli alloggi.
Questo lavoro è un omaggio all'impegno del Coordinamento e di tutte le associazioni, delle donne e degli uomini che si danno da fare ogni giorno per rendere il posto dove vivono un posto migliore.

Un ringraziamento speciale a Giovanni Votano, Giuseppe Naim e a Fabrizio Vadalà, le tre persone che mi hanno accolta, accompagnata, supportata e hanno avuto la passione di raccontarmi tutta la storia. Supergrazie ad Antonio Sofi, per la collaborazione nei testi. E infine un grande grazie a Gilberto Maltinti, il maestro che mi ha dato spazio e voce e che mi ha insegnato a seguire il mio istinto fotografico.