logo cfr

SHADOW LANGUAGE - LESLEY BUNCH

SHADOW LANGUAGE - LESLEY BUNCH

Nell'antica Grecia, ombra, o skia, significava "traccia". I Greci considerano l’inizio dell'arte pittorica nel momento in cui il profilo dell'ombra di qualcuno è stato tracciato su un muro. Tuttavia Jung pensava all'ombra come alla parte inconscia del sé, che ci accompagna ma non viene mai completamente svelata. Per la mia serie "Shadow Language" prendo in prestito oggetti a cui altre persone hanno instillato un particolore significato emotivo, un ricordo speciale o un senso di identità. Le loro storie influenzano la mia manipolazione del loro oggetto mentre compongo un'ombra. I dettagli dell'ombra non consentono l'identificazione del oggetto di prestato, né ne rivelano la sua funzione. Ogni ombra è infinitamente ridotta a se stessa e diventa un'entità autonoma distaccata, non più ancorata al suo oggetto di fisico. È una forma impenetrabile, non classificabile, poco familiare, sospesa tra l'ombra e l'oggetto nell'occhio dello spettatore. Presa separatamente, ogni ombra diventa una manifestazione o "resti" del mio scambio con il possessore dell’oggetto. Messi insieme questi "resti" formano una sorta di linguaggio. Li presento spesso nelle vesti di un logogramma e talvolta come un oggetto a sé. Alla fine è un linguaggio visivo che resiste all'interpretazione verbale. Il mio “Shadow Language” dipende dal contesto, progettato per assorbire una molteplicità di significati, coesistendo in armonia. La mia intenzione è quella di riflettere una pluralità di esperienze, con un "annullamento dell'agente". L'attenzione qui non è su qualcosa di denotato dal linguaggio, ma sull'infinito potenziale del linguaggio di generare nuovo significato attraverso la focalizzazione su se stesso e il rinnovamento continuo. Le ombre sono fugaci, e in fisica, descritte come "buchi nella luce". Qui sono un linguaggio non verbale non legato al significato letterale; una "presenza assente". Fanno parte del nostro mondo "iper-reale", delle informazioni eccessive in cui andiamo sempre più alla deriva.

Lesley Bunch è una pittrice e fotografa che vive e lavora a Londra. Il suo lavoro è stato ampiamente esposto nel Regno Unito, Europa, Asia, Sud America e Stati Uniti. Tra le mostre recenti con le sue fotografie "Shadow Series" si annoverano "Ten Artists to Watch" presso il Los Angeles Center for Digital Art, una mostra personale al Museo CICA di Seoul, in Corea del Sud, e la mostra itinerante "Visual Representations of Multilingualism" organizzata da la British Association for Applied Linguistics (BAAL) in collaborazione con CuratorSpace, Multilingual Matters e AILA Research Network for Creative Inquiry and Applied Linguistics. Bunch ha studiato Belle Arti e Storia dell'Arte al Goldsmiths 'College, Università di Londra. Questo è stato seguito da un Master in Archeologia presso la School of Oriental and African Studies, University of London, dove si è concentrata sull'arte giapponese del periodo Edo. Di recente ha completato un anno di residenza al Wimbledon College of Arts, University of the Arts di Londra.